
L'innovazione declinata alla sicurezza
15 Novembre 2024
Introduzione alla Marcatura CE dei prodotti da costruzione
12 Marzo 2025Il nostro tour alla scoperta delle trafilerie italiane questa volta ci ha portato in un luogo incantevole: La valle di Ledro, nella provincia di Trento. Qui opera un'azienda che, per struttura organizzativa è davvero molto diversa dalle altre finora incontrate. Scopriamo insieme il perché.


Un territorio isolato, ben lontano da aree industriali, due fallimenti e una forte esigenza di creare occupazione, con queste premesse, poco più di trent'anni fa, nasce la Metallurgica Ledrense, cooperativa di Tiarno di Sopra (TN) dedita alla produzione di fili, soprattutto per l'agricoltura e poi per l'industria in generale. Una realtà unica nel settore, nata dal basso, che ha visto gli operai di due ditte che hanno chiuso i battenti organizzarsi in modo autonomo, con l'aiuto di alcune istituzioni locali e della Provincia di Trento. Un'impresa dove la parola cooperazione trova la sua massima espressione, dove 13 delle sue 22 risorse umane sono soci e dunque proprietari e dove gli stipendi sono uguali per tutti, dall'operaio al presidente. Ed è proprio quest'ultimo, Fabio Tiboni, a raccontarci come questa trafileria, malgrado le tante difficoltà incontrate, specie all'inizio, sia riuscita a ritagliarsi un importante spazio nel mercato italiano ed anche estero.
Da produttori di filo a trasformatori dello stesso
«Del periodo iniziale di questa vera e propria avventura, di cui sono entrato a far parte pur non avendo mai svolto prima il mestiere di trafiliere, ricordo che uno degli ostacoli maggiori è stato quello di riuscire a riacquistare credibilità nei riguardi dei fornitori di materia prima con i quali la vecchia proprietà aveva ancora dei debiti.
Obiettivo: più export
«La nostra penetrazione nei mercati esteri, in particolare in Europa e un po' anche negli Stati Uniti, è iniziata poco più di dieci anni fa, grazie alla produzione dei fili rivestiti in zinco-alluminio Zincal - informa il presidente - ma ora contiamo di aumentare questa percentuale,
soprattutto con i gabbioni; sarà molto più difficile, infatti, far crescere l'export con il nostro prodotto storico, cioè il filo, in quanto il nostro maggior concorrente per quanto concerne il filo zincato un paio di anni fa è stato acquisito da uno dei più grandi fornitori di materia prima, il quale, dunque, nella doppia veste di produttore di vergella e di filo (quindi anche nostro concorrente diretto) di certo ci renderà la vita più complicata potendo offrire filo a prezzi più
In questa fase un grande e fattivo contributo lo ha fornito Vito Oliari, che nell'ultima società fallita aveva ricoperto il ruolo di direttore e dunque ha potuto mettere tutta l'esperienza acquisita e le sue conoscenze al servizio della nuova nata Metallurgica Ledrense, di cui è stato il primo presidente. A lui devo il mio ingresso nella cooperativa, avvenuto a giugno del 1987, con il compito di operatore in zincheria. In seguito, con crescente passione, nei reparti produttivi ho fatto un po' di tutto, fra cui il manutentore per poi arrivare ad occuparmi della parte commerciale e, infine, della direzione».
A poco più di trent'anni dall'avvio dei suoi "motori", oggi l'impresa trentina nel panorama delle trafilerie si colloca in una posizione di prestigio, potendo soddisfare le richieste di circa 300 clienti, operanti nei suoi due settori riferimento, l'agricoltura, che assorbe il 70% delle 1.000 tonnellate di filo sfornate ogni mese e l'industria, alla quale è destinata, invece, una quota del 20% della produzione totale
suddetta. La rimanente quota del 10% non viene venduta a nessun cliente, ma rimane in casa per diventare, con il marchio LedroSteel, creato circa cinque anni fa, gabbioni in rete elettrosaldata con rivestimento in lega zinco-alluminio. A struttura scatolare, realizzati con pannelli a montaggio rapido, con pieghe brevettate, essi trovano molteplici applicazioni: nel sostegno di pendii, nelle sponde fluviali, nel consolidamento di scarpate, nell'arredo urbano ecc.».
Sempre a caccia di nuove soluzioni.
«Quest'ultima offerta è destinata a crescere in futuro - spiega Fabio Tiboni - perchè le stiamo riservando sempre più energie, consapevoli che la diversificazione produttiva sia una scelta obbligata per potersi garantire un futuro meno problematico. E i risultati finora raggiunti con i gabbioni in rete elettrosaldata, ovvero il conseguimento della certificazione europea strutturale
(unici a poterla vantare nel Vecchio Continente) e vendite raddoppiate di anno in anno, ci incoraggiano a proseguire nella ricerca di nuove soluzioni. Sempre in tale ottica, un anno fa abbiamo investito 500mila euro in un nuovo progetto, che stiamo sviluppando in collaborazione con l'Università di Trento, volto alla realizzazione di un prodotto speciale, sempre inerente alla nostra attività, su cui però al momento preferiamo non dire altro».
Dall'ufficio del presidente ci spostiamo nelle aree produttive dove abbiamo modo di vedere all'opera i macchinari da cui scaturiscono i fili e i gabbioni, firmati, rispettivamente, Metallurgica Ledrense e LedroSteel. Nel reparto trafilatura danno il meglio di sé tre trafilatrici multipasso (una da 7 una da 8 e una da 10 passi) e un monoblocco utilizzato per i fili di maggior diametro; in quello riservato ai gabbioni, invece, lavorano a pieno ritmo presse piegatrici e macchine per l'assemblaggio delle reti saldate che andranno poi a formare i gabbioni, disponibili in tre versioni:
"LedroSteel Box", ideali per il controllo dell'erosione, per le opere di sostegno e per la stabilizzazione dei terreni;
LedroSteel Ecobox, con maglia di rete a filo singolo diametro 4 mm, sono i più economici e vengono completati con il materiale di riempimento sull'area di collocazione finale; "GJM Steel Box", soluzione che si distingue per praticità, eleganza ed ecocompatibilità nella progettazione dell'arredo urbano e nelle recinzioni.
La svolta arriva con i rivestimenti in lega zinco-alluminio
«Nella storia della Metallurgica Ledrense - racconta il presidente, Fabio Tiboni - una fondamentale svolta si è avuta nel 2007 con l'acquisto del forno per eseguire i rivestimenti in lega di zinco-alluminio Galfan, rivestimenti in grado di conferire al filo un'eccellente protezione dalla corrosione. Sono nati così i fili denominati Zincal AR/40, Zincal AR/07 e Zincal AR/80 per impianti antigrandine, con un allungamento, una resistenza e una durata pari a quelli in acciaio inox, ma con un costo tre volte inferiore, grazie ai quali, nel nostro principale canale di sbocco, cioè l'agricoltura, abbiamo potuto tirarci fuori dal marasma dei fili normali e quindi competere con le più grandi industrie concorrenti».
Più sottile rispetto al tradizionale rivestimento di zinco, a beneficio di un'ottimale saldabilità e formabilità, il rivestimento Galfan si riconosce dalla sua superficie metallica leggermente a struttura cellulare.
La composizione eutettica del 93% di Zn e 7% di Al migliora l'adesione del rivestimento e consente una struttura di rivestimento lamellare in micro-scala, rendendo tale rivestimento molto duttile.



